Come realizzare un server personale – Seconda parte
Bene, dopo la prima parte riguardante l’installazione del sistema operativo Ubuntu Server 10.04 LTS, nella seconda parte, vedremo come installare i pacchetti (nelle distribuzioni linux i programmi vengono denominati per l’appunto pacchetti) e configurarli al meglio.
Vi avviso fin da ora che molto (a dire il vero, tutto
ma non vi spaventate) del lavoro che da qui in avanti faremo, sarà esclusivamente da riga di comando.
Durante l’installazione del sistema ci è stato richiesto di creare un account utente. Questo utente non possiede i diritti di amministratore per cui sarà limitato nelle sue azioni classiche.
Per questo motivo, il primo passo da eseguire, una volta avviato il server ed effettuato il login con l’utente precedentemente creato , sarà appunto attivare l’account di amministrazione (su linux questo viene identificato univocamente con il nome di root). Quasi dimenticavo, in fase di login non vederete alcun simbolo in fase di digitazione della password, è del tutto normale, non è la vostra tastiera a non scrivere nulla
.
Per fare ciò dovremo utilizzare il seguente comando
sudo su
ora vi verrà richiesto di inserire la password dell’utente attuale (nel mio caso account “utente”)
fatto ciò potremo notare che la CLI (command-line interface) è cambiata da utente@server a root@server.
Questo sta a significare che siamo diventati l’utente root come per magia.
Ora provvederemo a cambiare la password dell’utente root con il comando
sudo passwd root
A questo punto il nostro terminale ci chiederà di inserire una nuova password per l’utente sopra citato e ci chiederà nuovamente conferma per essere certi di non aver sbagliato a digitarla.
Qui apro una breve parentesi sulla questione password. Essendo root il padrone assoluto della macchina, cercate di inserire delle password robuste. Minimo 8 caratteri, con caratteri di qualsiasi tipo (maiuscole, minuscole, numeri e caratteri speciali tipo !”£$%…); questo perché se dall’esterno riescono ad avere l’accesso come utente root potranno cancellarvi del tutto, o comunque compromettere, il vostro sistema.
Bene, ora dovremo configurare la rete del server per poter essere riconosciuto sempre con lo stesso nome all’interno della rete.
Vi ricordo che per semplicità il nome (hostname) sarà server.esempio.org con indirizzo IP 192.168.1.123 e gateway 192.168.1.1
Per fare ciò daremo il seguente comando:
nano /etc/network/interfaces
che ci permetterà di editare il file di configurazione della nostra rete.
Il contenuto che vedremo sarà di questo tipo:
auto lo
iface lo inet loopback
auto eth0
iface eth0 inet dhcp
Quello che noi dovremo modificare sarà la parte inerente eth0, e più precisamente dovremo scrivere così:
auto eth0
iface eth0 inet static
address 192.168.1.123
netmask 255.255.255.0
network 192.168.1.0
broadcast 192.168.1.255
gateway 192.168.1.1
Fatto ciò salviamo la configurazione in questa maniera: CTRL+X, poi digitiamo la lettera S e confermiamo con un INVIO (questi semplici passi vi serviranno sempre per salvare le modifiche effettuate tramite l’editor nano).
Ora per rendere effettive le modifiche dovremo riavviare il servizio di rete inserendo il comando:
/etc/init.d/networking restart
A questo punto, possiamo assegnare il nome del dominio e del server nel file degli host. Per fare ciò dobbiamo dapprima inserire il seguente comando
nano /etc/hosts
ed aggiungere sotto la voce
127.0.0.1 localhost
il seguente testo
192.168.1.123 server.esempio.org server
e salviamo come abbiamo imparato in precedenza
Nel caso esistesse una seconda riga con il numero 127.0.0.1, rimuovetela.
In seguito, dobbiamo inserire nel file degli hostname il nome sopra descritto, con il seguente comando
echo server.esempio.org > /etc/hostname
e riavviarne il servizio
/etc/init.d/hostname restart
Bene, fatto ciò potremo dare i seguenti comandi
hostname
hostname -f
Se in entrambi i casi avremo come risultato server.esempio.org le modifiche da noi apportate, sono andate a buon fine.
Fatto questo possiamo iniziare ad aggiornare il nostro server. Ma prima di fare ciò, dobbiamo verificare che nelle sorgenti da cui prelevare i pacchetti per effettuare gli upgrade, sia escluso (commentato con un #) la riga riguardante il cdrom (#deb cdrom) e che siano abilitati i pacchetti di tipo universe e multiverse.
Per fare questa breve ma importante verifica, dovremo semplicemente scrivere
nano /etc/apt/sources.list
Ora dovremo dare altri 2 comandi in sequenza
aptitude update
che aggiorna la lista dei siti abilitati per verificare gli aggiornamenti, ed il comando
aptitude safe-upgrade
per effettuare l’aggiornamento effettivo. Per confermare l’aggiornamento basterà digitare la lettera Y ed attendere che il sistemi termini l’aggiornamento.
Questi due comandi vi serviranno molto spesso per cercar di tenere aggiornato il sistema.
Una volta terminati gli aggiornamenti, vi consiglio di riavviare il server. Per farlo basterà digitare il comando
reboot
con i permessi di root.
Bene abbiamo quasi terminato le configurazioni preliminari per poi passare finalmente; ma prima altri tre passaggi
Dobbiamo innanzitutto sostituire la shell predefinita con il comando:
dpkg-reconfigure dash
e rispondere No alla domanda che ci viene posta.
Bene ora non ci resta che disabilitare il firewall (per uso casalingo serve a ben poco)
Per fare ciò dovremo dare i seguenti comandi:
/etc/init.d/apparmor stop (ferma il servizio di apparmor)
update-rc.d -f apparmor remove (rimuove il servizio dai file di avvio)
aptitude remove apparmor apparmor-utils (disinstalliamo apparmor dal sistema)
Perfetto abbiamo rimosso il firewall dal nostro sistema
Per finire consiglio l’installazione del servizio ntp con li seguente comando:
aptitude install ntp ntpdate
Ora il nostro bel server è pronto per poter essere configurato secondo le nostre esigenze specifiche, ma ne parleremo nel prossimo articolo












Molto interessante, veramente. Sto accarezzando l’idea di crearmi un server personale e per fare ciò ho ordinato l’hardware necessario. Nei prossimi giorni procedo ai preparativi.
Molto utile questa guida, fatta benissimo.
Grazie
Guido
Ciao cò,
errore di battitura: “netmasT 255.255.255.0″.
Ottima questa mini guida!
Grazie Guido. Non appena mi sarà possibile metterò su l’ultima parte con le spiegazioni per installare i vari servizi (apache, mysql, ftp, ecc) tutto per poter gestire uno o più siti web sul nostro server personale.
Si Carlo piccolo errore di battitura, provvedo a correggere
e grazie per la segnalazione